Conto Nazionale delle Infrastrutture e dei Trasporti - Anno 2002

cnit 2002

a alcuni anni è in corso una profonda revisione e ristrutturazione delle statistiche di settore, in collaborazione con l'ISTAT e con i principali enti pubblici e privati produttori di informazioni in materia.
Tale attività è, tra l'altro, finalizzata alla realizzazione di un Sistema Informativo Statistico Nazionale delle Infrastrutture e dei Trasporti in grado di acquisire, armonizzare e rendere facilmente fruibili all'utenza le principali informazioni prodotte dalle fonti pubbliche e private esistenti.
In prospettiva, tuttavia, il Conto Nazionale delle Infrastrutture e dei Trasporti dovrà modificare in parte la sua attuale impostazione: non sarà soltanto una pubblicazione statistica ma dovrà affrontare una serie di tematiche più ampie.
In particolare, svincolandosi definitivamente dalla visione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti come mera giustapposizione di competenze, il Conto dovrà fornire una visione unitaria e sistemica, in modo da migliorare l'attività di programmazione e di misurazione degli effetti, anche in termini di valore aggiunto, degli interventi infrastrutturali.
L'ottimizzazione del sistema dei trasporti è un requisito fondamentale per la crescita economica del Paese. Le filiere produttive operanti nella logica del "just in time" necessitano di approvvigionamenti affidabili e programmati ed allo stesso modo la produzione deve raggiungere il mercato nel modo più veloce ed efficiente possibile. L'evoluzione dell'economia internazionale porta, inoltre, ad una situazione in cui crescono i problemi di trasporto e di logistica connessi ad una sempre più marcata delocalizzazione dei processi produttivi, indirizzati verso aree e Paesi in cui il costo del lavoro è inferiore.
Risultati sia in termini di efficacia che di efficienza devono essere raggiunti tenendo conto, naturalmente, della sicurezza del trasporto e dell'impatto ambientale, riducendo al minimo le diseconomie legate all'incidentalità, alla congestione ed all'inquinamento.
A seguito di tali premesse, è possibile delineare alcuni tra i contenuti del nuovo CNIT, che riguarderanno soprattutto la Legge Obiettivo e, in particolare, le opere inserite nel piano delle infrastrutture strategiche approvato con delibera CIPE del 21 Dicembre 2001.
Il nuovo CNIT, oltre a fornire una stima del valore aggiunto e dell'occupazione generati dalla realizzazione di tali infrastrutture strategiche, dovrà approfondirne anche gli aspetti normativi, programmatici, finanziari ed operativi.
Si cita, ad esempio, la nuova figura del contraente generale, la finanza di progetto e la Commissione Speciale per la Valutazione dell'Impatto Ambientale.
Un altro aspetto è connesso alle recenti ed importanti modifiche in materia di devoluzione apportate al Titolo V della Costituzione e dell'Intesa Generale Quadro Stato - Regioni, che offrono l'opportunità di una maggiore concertazione degli interventi con gli Enti Territoriali direttamente interessati all'opera da realizzare.
Da rammentare anche i risultati ottenuti dall'Italia nel corso del Semestre di Presidenza dell'Unione Europea: in particolare si ricorda la recente approvazione del Master Plan della Trans European Network che interessa direttamente il nostro territorio, le nostre dinamiche economiche per la realizzazione di tre corridoi (Berlino - Palermo, Lisbona - Kiev, Genova - Rotterdam) e di due Autostrade del Mare e che prevede un cofinanziamento dell'Unione Europea che, per alcuni interventi, raggiunge il 20% del costo complessivo.
Ma questo non rappresenta l'unico traguardo ragguardevole ottenuto in questo ultimo triennio:
il vero risultato che ha il sapore di una rivoluzione culturale consiste nel fatto che per la prima volta nella storia della pianificazione dei trasporti nel nostro Paese, le attività di programmazione europea sono assolutamente coerenti con le attività di programmazione nazionale: tutte le infrastrutture programmate dalla Legge Obiettivo sono inserite in corridoi, in fasce di territorio coerenti sia con il tessuto connettivo europeo che con i corridoi nazionali a questi connessi.
La Legge Obiettivo ed i cambiamenti avvenuti in questo ultimo triennio, avvenuti durante questo arco temporale di governo del Paese che ha vissuto momenti irripetibili come l'approvazione del 1° Master Plan dell'Unione Europea, la convalida di strumenti pluriannuali di natura pianificatoria come la Legge Obiettivo, la individuazione di un soggetto unico nella gestione della politica dei trasporti del Paese, la identificazione di un Piano decennale delle infrastrutture strategiche supportato da un trasparente piano finanziario, da una misurabile evoluzione degli investimenti e del processo di cantierizzazione delle opere, la definizione concreta di interventi dimensionalmente rilevanti come i Valichi del Frejus, del Brennero, del Passante di Mestre e del Mo.s.e., questa enorme ricchezza di eventi strutturali, questo importante passaggio nella evoluzione delle scelte strategiche per il Paese, imporrà una rivisitazione di questo appuntamento annuale che chiamiamo Conto Nazionale delle Infrastrutture e dei Trasporti e che deve diventare una relazione annuale sullo stato della Politica e della Economia dei Trasporti, del Territorio e delle Infrastrutture del Paese.
Un documento utile all'analisi ed alla comprensione capillare di quanto concretamente realizzato ed al tempo stesso capace di prevedere le evoluzioni della domanda di mobilità e di contatti generata dal territorio e contestualmente garantire una offerta infrastrutturale capace di intercettare in tempi certi le evoluzioni significative delle stesse esigenze di mobilità.
D'altra parte, oggi, ci sono tutte le condizioni perché il Conto Nazionale delle Infrastrutture e dei Trasporti italiano possa diventare occasione per monitorare anche le evoluzioni a scala comunitaria europea della coerenza tra le linee strategiche ed i programmi pluriennali definiti all'interno del Paese con quelle linee e quei programmi di quel Master Plan europeo voluto dal Dicastero delle Infrastrutture e dei Trasporti ed approvato lo scorso 21 Aprile.
Proprio alla luce dello sforzo di programmazione economica e finanziaria connesso alla Legge Obiettivo, dobbiamo con soddisfazione riconoscere che ci sono tutte le condizioni perché il Conto Nazionale delle Infrastrutture e dei Trasporti possa davvero rispondere a queste nuove esigenze analitiche e culturali. Il Documento di Programmazione Economica e Finanziaria 2004 - 2007, il primo redatto da questo Ministero, è senza dubbio un riferimento utile, che consentirà al Conto Nazionale delle Infrastrutture e dei Trasporti ed al Dicastero delle Infrastrutture e dei Trasporti di diventare interlocutore autorevole ed indispensabile non solo relativamente alla interpretazione tendenziale dell'economia e del suo tessuto connettivo, il territorio, ma anche e soprattutto relativamente alla validità di alcune scelte economiche ed alcuni principi programmatori indissolubilmente connessi alla Legge Obiettivo.
Se è ben risaputo che il settore dei trasporti assorbe già oggi una preponderante parte delle risorse pubbliche destinate al rilancio dello sviluppo economico del Paese, risulta altrettanto vero che la generazione di valore aggiunto per l'economia nazionale e la generazione delle entrate fiscali attribuibili ai trasporti, rappresentate dal gettito annuale proveniente dalle accise sulla benzina, bollo ed altre tasse, supera largamente l'importo delle Grandi Opere approvate dal Cipe fino al 31 Maggio 2004, ammontanti, a quella data, in 14,5 milioni di euro.
Per questo, il nuovo impianto del Conto Nazionale delle Infrastrutture e dei Trasporti dovrà, in prospettiva, essere fonte alimentante anche del Documento di Programmazione Economico Finanziaria, valorizzando l'apporto dell'intero settore alla crescita dell'economia nazionale.
Ulteriori sezioni del nuovo CNIT riguarderanno approfondimenti di tipo monografico, iniziando dalla sicurezza, tema centrale di questo Dicastero; tali argomenti potranno riguardare, nello specifico, la valutazione dei benefici derivanti dall'applicazione del codice della strada anche a seguito della recente introduzione della patente a punti, ed i risultati ottenuti nell'ambito del progetto VTS, relativo alla sicurezza nella navigazione, al controllo dei confini nazionali delimitati dalle acque territoriali.
Per quanto riguarda i contenuti informativi del presente volume, il Conto Nazionale delle Infrastrutture e dei Trasporti 2002 propone anche questa volta, accanto ai tradizionali capitoli che illustrano i risultati desunti dalle principali rilevazioni ed elaborazioni statistiche effettuate, raccolte ordinate e dettagliate di dati, tabelle e grafici su accessibilità e dotazione infrastrutturale, domanda di mobilità, trasporti e ambiente e traffico di merci pericolose, insieme ad ulteriori sezioni dedicate ad indicatori economici e fisici.
L'osservazione dei dati economici e di spesa mette in luce la tendenza ad un progressivo contenimento delle spese di settore.
Tra il 2000 ed il 2002 le spese annualmente sostenute dalla Pubblica Amministrazione per i trasporti sono state pari rispettivamente a 35.972, 36.162 e 34.822 milioni di euro, destinati per oltre i quattro quinti alla strada ed agli impianti fissi; la percentuale destinata alle spese correnti è passata dal 51% del 2000 al 59% nel 2002, determinando una diminuzione del peso degli investimenti.
I dati sulla spesa dei privati hanno mostrato una sostanziale stabilità nel biennio 2000 - 2001 ed un leggero incremento nel 2002, evidenziando anch'essi un andamento più favorevole per la parte corrente; infatti, le spese di produzione sono passate, tra il 2000 ed il 2002, da 334.580 a 358.857 milioni di euro, a fronte di una flessione degli investimenti, nello stesso periodo, da 68.457 a 57.965 milioni di euro.
Le statistiche di contabilità nazionale evidenziano che il valore aggiunto dei servizi di trasporto in conto terzi ha continuato a rappresentare, nel 2002, il 4,3% circa del PIL, mostrando un andamento leggermente ciclico negli ultimi anni.
L'esame dei dati relativi ai flussi di traffico mette, altresì, in luce che la riduzione osservata per le spese di settore, legata a politiche di contenimento dei costi da parte del settore pubblico e dei privati, non ha significativamente influito sull'andamento del traffico interno di merci e passeggeri. In particolare, i volumi di merci trasportate sono rimasti nel complesso stabili, mostrando, inoltre, una ripresa della crescita, tra il 2001 ed il 2002, da 211 a 216 milioni di tonnellate chilometro in virtù del miglioramento osservato nei settori marittimi e nell'autotrasporto.
È lievemente diminuito il traffico interno di passeggeri, che nel triennio 2000 - 2002 ha segnato rispettivamente 957, 952 e 948 milioni di passeggeri - chilometro, per effetto di una flessione del trasporto privato attenuata in parte dall'incremento dei trasporti collettivi urbani ed extraurbani.
I positivi riscontri che sostanzialmente emergono dalle statistiche presentate sul CNIT 2002 evidenziano che, nonostante le oggettive difficoltà legate alla prolungata e difficile crisi internazionale, il settore delle infrastrutture e dei trasporti non ha arrestato la sua dinamica evolutiva e non la arresterà per i prossimi anni, proprio perché l'accumulazione di capitale produttivo, la produzione di mezzi essenziali alla competitività del Paese come la produzione di infrastrutture, possibile solo "sbloccando" gli investimenti nel settore, passa attraverso significative spinte non solo all'innovazione tecnologica, ma anche e soprattutto attraverso le innovazioni di processo che hanno assunto la forma delle numerose ed incisive iniziative sul piano legislativo, su quello programmatico e su quello relativo alla politica economica e finanziaria avviate dal Governo negli ultimi anni e che hanno consentito di porre un freno alla perdita di competitività del Paese gettando, per questa via, solide basi per il miglioramento del livello dei servizi offerti a cittadini e imprese.

Data di ultima modifica: 24/08/2018
Data di pubblicazione: 24/06/2003