Conto Nazionale delle Infrastrutture e dei Trasporti - Anno 2003

cnit 2003

Il CNIT presenta, in questa occasione, accanto ai tradizionali capitoli concernenti l'analisi economica, le spese di settore, le infrastrutture, i mezzi, il traffico, la domanda di mobilità, i costi esterni ed il trasporto di merci pericolose, nuove sezioni dedicate alla programmazione economico-finanziaria di settore, al monitoraggio delle opere pubbliche, alla domanda ed all'offerta di servizi logistici ed alle emissioni di sostanze inquinanti da parte delle autovetture.
Tale complessa, continua ed assai rilevante attività di raccolta, elaborazione e pubblicazione di dati si inserisce in un contesto di profonde trasformazioni del settore, avviatesi, nell'alveo della riforma della Pubblica Amministrazione, con l‘istituzione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e concretizzatesi, sul piano normativo e programmatorio, con la Legge Obiettivo, che ha introdotto una nuova "logica del fare", attraverso la quale viene definito ed attuato un processo organico di riforma ed innovazione nelle infrastrutture e nei trasporti, con gli obiettivi di rilanciare l'economia del Paese, migliorare la qualità dei servizi, stimolare la crescita dell'occupazione, del reddito e del mercato ed incentivare, nel contempo, sistemi di trasporto meno costosi ed inquinanti.
Alla data di avvio dell'attuale Legislatura, la programmazione europea di settore era ferma, per quanto riguarda la situazione del nostro Paese, da oltre dieci anni. Si è, quindi, resa necessaria la realizzazione, in collaborazione con i Partner europei, di un Master Plan delle infrastrutture e dei trasporti costruito con gli stessi impianti di programmazione previsti a livello nazionale per la Legge Obiettivo.
Tra le azioni concrete per il rilancio dell'economia vanno evidenziate, a livello settoriale ed in ambito Master Plan, quelle legate allo sviluppo del Paese e del Mezzogiorno, in particolare per quanto riguarda:
- la realizzazione di valichi ferroviari, come quello del Brennero, essenziali per un maggior coinvolgimento delle attività produttive italiane in Europa, e del Ponte sullo Stretto di Messina;
- la necessità di collegare le diverse realtà produttive del Mezzogiorno in modo integrato tra loro e tramite l'implementazione di reti virtuali oltre che infrastrutturali fisiche - tali da assicurare una crescita territorialmente armonizzata delle aree della produzione e dei consumi;
- il superamento del bipolarismo Nord-Sud anche attraverso la realizzazione delle grandi opere previste a livello nazionale, quali i corridoi e le autostrade del mare;
- le strategie di sviluppo della portualità meridionale, con l'incremento delle infrastrutture in modo da adeguarle alla crescente domanda di trasporto tramite container, rilanciando anche i nodi portuali di Malta, di Cipro, del Nord Africa e del Medio Oriente nell'ambito del processo di rivalutazione del Mediterraneo; la costituzione della Soc. Rete Autostrade del Mare è un segno concreto per accelerare la politica di sviluppo e di rilancio del trasporto marittimo;
- le infrastrutture di approvvigionamento e distribuzione dell'acqua - anche nell'ambito del Programma Nazionale degli Interventi nel settore Idrico - e la trasformazione del problema dell'emergenza idrica in una "politica della ricchezza idrica";
- la possibilità di realizzare le opere nel rispetto delle varie realtà territoriali, della riforma del Titolo V della Costituzione e nell'ambito delle Intese Generali Quadro con le Regioni del Mezzogiorno, in tempi certi, in modo da superare le inerzie del passato ed assicurare al Paese condizioni infrastrutturali omogenee su tutto il territorio.
Sul piano delle azioni volte a contenere gli elevati costi sociali ed economici derivanti dall'incidentalità stradale, vanno tenuti in grande rilievo gli importantissimi risultati scaturiti dalla riforma del codice della strada e dall'introduzione della patente a punti, i cui benefici sono ormai sotto gli occhi di tutti, soprattutto per quanto riguarda la significativa riduzione delle vittime degli incidenti, concomitante all'aumentato senso di responsabilità di tutti sulle tematiche della sicurezza e della prevenzione.
Per l'ottenimento di tutti gli obiettivi prefissati, fondamentale resta la disponibilità di informazioni aggiornate e complete. Al riguardo, il Conto Nazionale delle Infrastrutture e dei Trasporti offre, anche in questa occasione, una rilevante raccolta di tabelle e di statistiche che illustrano in dettaglio lo stato e l'evoluzione dei principali indicatori economici e fisici di settore.
L'analisi dei dati economici mette in rilievo:
- la positiva evoluzione della spesa pubblica di settore, che tra il 2001 ed il 2002 sale da 32.414 a 38.173 milioni di euro per poi attestarsi, nel 2003, a 39.539 milioni di euro, toccando i livelli osservati negli anni Novanta. Nel biennio 2002-2003 le risorse pubbliche sono state destinate per il 58% alle spese correnti e per il 42% circa a quelle in conto capitale, privilegiando soprattutto i settori stradali e degli impianti fissi, che assorbono i tre quarti circa della spesa pubblica complessiva;
- l'andamento crescente delle spese sostenute dagli operatori privati, in virtù dei sensibili aumenti registrati per i costi di produzione, vicini ormai ai 400.000 milioni di euro annui, a fronte di livelli di volumi di investimento superiori ai 60.000 milioni di euro.
Le statistiche di contabilità nazionale mostrano, inoltre, che il valore aggiunto dei servizi di trasporto in conto terzi rappresenta, nel biennio 2003-2004, il 4,4% circa del PIL, mentre il valore aggiunto complessivo di settore, che comprende, oltre ai servizi di trasporto, anche il comparto industriale della fabbricazione di mezzi di trasporto ed il ramo delle costruzioni, assorbe ormai quasi l'11% del PIL.
I dati relativi ai flussi interni di merci e di passeggeri segnalano, a dispetto della difficile situazione economica, livelli di traffico interno sempre molto elevati negli ultimi anni e che si attestano rispettivamente intorno ai 210.000 milioni di tonnellate-chilometro ed ai 950.000 milioni di passeggeri-chilometro. Al riguardo, negli ultimi anni i volumi di merci movimentate evidenziano un andamento diversificato a secondo della modalità di trasporto: in particolare diminuisce leggermente la quota del trasporto merci su strada, rimpiazzata da quella degli impianti fissi e delle vie d'acqua.
Segnali positivi emergono anche dai dati riguardanti il comparto passeggeri, che mettono in luce da un lato la costante crescita del trasporto pubblico locale, con la tenuta dei trasporti marittimi e su impianti fissi, e dall'altro il contenimento dei flussi di trasporto privato su strada.
Tali positivi riscontri, che confermano la validità e l'efficacia delle scelte di politica e di programmazione economica attuate negli ultimi anni, pongono le fondamenta verso un ulteriore impulso alle iniziative del Governo finalizzate al miglioramento della qualità dei servizi ed all'adeguamento della rete infrastrutturale, in un contesto di sviluppo e crescita del Paese al passo con l'Europa, nel rispetto delle Autonomie territoriali ed a tutela dell'ambiente.

Data di ultima modifica: 24/08/2018
Data di pubblicazione: 29/06/2004