Il Ministro Delrio alla commemorazione di Massimo D'Antona

Il 20 maggio 1999 il giuslavorista Massimo D’Antona veniva ucciso in un agguato terroristico
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20 maggio 2016 - Il 20 maggio 1999 il giuslavorista Massimo D’Antona, al tempo consigliere del ministero del Lavoro, veniva ucciso in un agguato terroristico dalle Nuove Brigate Rosse. Questa mattina, a 17 anni dalla scomparsa, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio lo ha ricordato - insieme alla Presidente della Camera Laura Boldrini, al Presidente emerito Giorgio Napolitano, al Segretario Generale della Cgil Susanna Camusso e alla signora Olga D’Antona - in una commemorazione che si è tenuta a Roma sul luogo dell'omicidio, in via Salaria all'angolo con via Adda.

"In questo luogo ci sentiamo tristi ma non sconfitti perché uomini come lui hanno avviato una stagione nuova per il nostro Paese. Nel pensiero moderno di Massimo D'Antona c'è l'amore per la carta costituzionale e una profonda conoscenza tecnica degli strumenti sociali, ma anche un forte radicamento nella realtà e un talento intuitivo tipico dei riformisti. E, come riformista, D'Antona “ha cercato in tutti i modi di trasformare questo Paese in un Paese moderno e giusto", ha detto il Ministro Delrio.

Nel suo intervento (il testo completo è sulla pagina facebook di Delrio) il Ministro ha anche citato una lettera che D’Antona scrisse quando ricopriva il suo primo incarico di governo al Ministero dei Trasporti (allora anche della Navigazione), come Sottosegretario ai Trasporti: “Basta poco per capire chi fosse. Anche una semplice lettera di Sottosegretario ai Trasporti dove, rispondendo al Direttore generale dell’Aviazione per una richiesta pressante di autorizzare nuovi servizi all’Aeroporto di Roma, risponde, pur condividendo l’obiettivo, con una altrettanto pressante raccomandazione di “prevenire e risolvere, mediante il normale confronto sindacale, gli eventuali problemi occupazionali, prima di adottare i provvedimenti richiesti”. Lo ripete due volte, come per ricordare l’importanza di conciliare l’esigenza di sviluppo dell’impresa con l’esigenza di tutela dell’occupazione. In poche righe c’è tutta la sua intensità. umana e la sua passione per le persone comuni. Il suo pensiero credo che oggi si collochi in maniera moderna nella nostra storia. (…) La sua eredità è preziosissima. Abbiamo perso un maestro, abbiamo però una via da seguire".

Data di ultima modifica: 20/12/2022
Data di pubblicazione: 20/05/2016