20 ottobre 2025 - In occasione della Giornata Mondiale della Statistica, i Giochi Olimpici tornano a parlare con le cifre: da Cortina ’56 a Milano Cortina 2026, settant’anni di Italia che cresce, costruisce e si rinnova.
Guardando al passato, e in particolare ai Giochi Invernali di Cortina 1956, emerge un racconto di rinascita e ambizione. Allora parteciparono 32 nazioni, con 821 atleti — di cui solo 134 donne — impegnati in 8 discipline e 24 eventi. Le gare si svolsero interamente nella località di Cortina d’Ampezzo (Belluno): un’area raccolta ma simbolica, dove l’Italia mostrò al mondo il volto moderno di un Paese che, terminato il dopoguerra, tornava a guardare con fiducia al futuro.
Settant’anni dopo, i numeri di Milano Cortina 2026 raccontano un mondo radicalmente trasformato. Saranno i Giochi Invernali più diffusi di sempre, distribuiti su oltre 22.000 km² di territorio nelle regioni del Nord Italia. Le sedi includono i cluster di Milano, Cortina d’Ampezzo, Livigno, Bormio, Tesero, Predazzo, Anterselva e Verona.
Si stimano oltre 90 Paesi partecipanti, più di 3.500 atleti tra olimpici e paralimpici, 16 discipline olimpiche e 6 paralimpiche, per un totale di 195 medaglie in palio. Un mosaico di competizioni che intreccia innovazione, sostenibilità e radicamento territoriale.
Dietro ogni cifra si cela un significato profondo. L’aumento dei partecipanti riflette la diffusione globale dello sport invernale; la crescita delle atlete e delle discipline paralimpiche testimonia un progresso reale verso parità e accessibilità; la distribuzione dei siti di gara racconta un’Italia capace di unire città e montagne, innovazione e tradizione, con infrastrutture pensate per durare.
Intorno ai Giochi, infatti, è stato definito un piano infrastrutturale da 3.4 miliardi di euro, con interventi concreti guidati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, insieme a SIMICO, agli Enti territoriali e ad altre Amministrazioni. Un investimento che va ben oltre l’evento sportivo: è un’eredità concreta di mobilità, accessibilità e innovazione per le comunità alpine e per tutto il Paese.
Settant’anni di numeri e risultati, ma un’unica direzione: costruire un’Italia più moderna, connessa e orgogliosa del proprio futuro.