
Il MIT incontra l’imprenditore Matteo Marzotto, nell'ambito del progetto “1000 miglia Autonomous Drive”, nella sua veste di co-pilota e supervisore nella sperimentazione della guida autonoma. Il manager che appartiene alla sesta generazione della nota dinastia di industriali veneti, ha al suo attivo diverse partecipazioni nella storica 1000 Miglia e nipote dell’imprenditore Giannino Marzotto, pilota automobilistico uscito vittorioso nell’edizione del 1950 della stessa gara, poco più di 70 anni fa.
“È la realizzazione dell’auto della serie che guardavamo negli anni ’80!”. Con queste parole dedicate a Kitt, super car protagonista della celebre serie televisiva americana, Matteo Marzotto, pilota esperto e, dallo scorso anno, anche co-pilota e pilota supervisore “…di questo incredibile mezzo…”, ha presentato a Brescia lo scorso giugno sul red carpet della 41° edizione della 1000 Miglia, l’anteprima mondiale della Maserati MC20 Cielo, trasformata in una vettura a guida autonoma.
“In questa auto c’è tanta tecnologia sviluppata dai ricercatori del Politecnico di Milano, coordinati dal Prof. Sergio Savaresi: sensori, antenne, tutto quello che serve per guidare in piena sicurezza questo mezzo. Siamo all’inizio di questo ambizioso progetto, il prossimo sarà un anno di intensa sperimentazione e perfezionamento della tecnologia, con l’obiettivo di percorrere tutti gli oltre 1500 km di tragitto in modalità totalmente autonoma per la 1000 Miglia 2024, quest’anno abbiamo infatti affrontato solo alcuni tratti con questa modalità, rispettando scrupolosamente le norme del Codice della Strada. Tale sperimentazione sarà resa possibile grazie all’autorizzazione concessa il 6 giugno 2023 dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, a cui va il mio più sentito ringraziamento, che ci permetterà di effettuare test di guida autonoma su strade pubbliche”.
Gli italiani sono abituati a tenere le mani sul volante, è stato già complicato abituarli al cambio automatico. Cosa gli direbbe per convincerli a guidare una macchina a guida autonoma?
“Agli italiani direi che il tempo passa, le cose cambiano; c’è la possibilità che l’Italia sia un precursore di un cambiamento radicale, importantissimo nella mobilità individuale e collettivo, avere la possibilità di avere una interazione tra tecnologia, origine della tecnologia e addirittura le istituzioni, il Ministero, è una occasione unica, di modernizzazione del nostro Paese e quindi dico agli italiani di avere fiducia, dobbiamo solo rispettare i tempi corretti affinché queste tecnologie diventino mature; sono convinto che si stia iniziando a scrivere una nuova pagina della mobilità del futuro”.
Che sensazione ha avuto ad essere co-pilota di un sofisticato computer di bordo?
"È stata la prima volta, di solito io sono il pilota e mi faccio affiancare dal co-pilota però è stata una esperienza molto intensa, e, per certi aspetti emozionante; nei tratti in cui non guidavo dovevo comunque tenere sotto controllo la strada ma anche ogni minimo segnale che il mio "pilota" mi mandava..."
A tal proposito oggi, in alcuni tratti, ha potuto affidare alla macchina dei percorsi in modalità guida autonoma: c’è stato un momento di criticità brillantemente superato dalla macchina?
“La macchina è straordinaria, costruita con materiali preziosi è un vero e proprio oggetto del desiderio: non è fatta per essere guidata a 50, 60 km all’ora ma con tutta la tecnologia montata, durante questi test, si sta comportando bene: estremamente dolce come cambio e sistemi di frenata sta rispondendo in modo ottimale a tutte le sollecitazioni che incontra, diciamo che comunica molto bene e che non ho rilevato, per ora, criticità. Però oggi stiamo provando un sistema e non una bella macchina da 600 cavalli. Continueremo la sperimentazione e… ci vediamo alla 1000 Miglia 2024!”