Question Time dell'8 luglio 2015, il ministro Graziano Delrio risponde sul ripristino di un adeguato collegamento stradale fra Palermo e Catania

A seguito del cedimento del viadotto Himera avvenuto nel mese di aprile 2015
viadotto Himera

Preliminarmente, voglio assicurare che l’ANAS sta svolgendo un continuo monitoraggio della struttura danneggiata e delle aree adiacenti, mediante stazione robotizzata ad alta precisione, e non ha evidenziato ulteriori repliche del fenomeno franoso; inoltre, ha avviato una ricognizione completa delle opere d’arte presenti lungo l’intero tracciato dell’autostrada A19.
Come è noto, il Consiglio dei Ministri lo scorso 18 maggio ha dichiarato lo stato d’emergenza per il territorio siciliano colpito dagli eventi meteorologici verificatesi nel periodo tra il 16 febbraio e il 10 aprile 2015, nei territori delle province di Palermo, Agrigento, Caltanissetta, Enna, Messina e Trapani, comprendendo anche gli interventi connessi al cedimento delle pile del viadotto Himera 1.
Con ordinanza n. 258 del successivo 30 maggio, pubblicata sulla G.U. del 9 giugno, il Capo Dipartimento della Protezione Civile ha nominato Marco Guardabassi Commissario Delegato per l’emergenza derivante dalla chiusura del tratto autostradale dell’A19 coinvolto dalla frana del 10 aprile 2015. È compito di detto Commissario individuare quanto prima le soluzioni che consentono la più rapida uscita dall’emergenza mediante la realizzazione di un bypass autostradale. A questo si arriverà mediante la demolizione della carreggiata direzione Catania collassata, salvaguardando la carreggiata direzione Palermo al fine di verificarne la futura utilizzabilità (come suggerito anche dal Presidente dell’Ordine degli Ingegneri), l’adeguamento della Strada Provinciale 24 quale “bretella” e la realizzazione di una rampa di innesto in autostrada, oltre alle necessarie opere di contenimento a presidio delle opere realizzate.
Il termine per la redazione del piano-cronoprogramma degli interventi veniva a scadere il 29 giugno scorso; con una settimana d’anticipo il predetto Piano è stato completato ed inviato al Dipartimento della protezione civile ed è reperibile sul sito www.mit.gov.it e ad esso si rimanda per tutti i dettagli relativi alle attività svolte dal commissario, per la descrizione della situazione e degli interventi da eseguire, con particolare riguardo a tempi e costi: massimo 6 mesi per l’intera procedura, amministrativa e realizzativa, 9.330.000 Euro il costo lordo complessivo.
Lo scorso 26 giugno il Dipartimento della protezione civile ha approvato il Piano, previo parere del Comitato di monitoraggio istituito con la citata Ordinanza n. 258; il medesimo è stato presentato, il successivo 29 giugno, ai Sindaci del territorio interessato a cura del Capo Dipartimento della protezione civile, insieme al Commissario e al Presidente Crocetta.
Da quella data gli intensi e fruttuosi contatti con le Amministrazioni competenti hanno portato al positivo sviluppo delle attività istruttorie necessarie all’emanazione degli indispensabili provvedimenti amministrativi - nulla osta Ente Parco Madonie, autorizzazione paesaggistica, nulla osta per vincolo idrogeologico derivante dal Piano di Assetto Idrogeologico, vincolo archeologico, etc.- sui progetti redatti per l’appalto e la realizzazione dei previsti interventi.
Proprio in queste ore, sono in via di convocazione le tre Conferenze dei servizi, fissate, con la procedura d’urgenza di cui all’Ordinanza 258, per il prossimo 13 luglio.
In virtù di tale percorso straordinario, possiamo ipotizzare l’inizio dei lavori per i primi giorni di agosto. Da ultimo informo che il cronoprogramma prevede che i lavori abbiano una durata complessiva di 130 giorni.
Quanto detto a suo tempo dal Ministro relativamente ad una durata dei lavori “della bretella” di circa 3 mesi corrisponde dunque al vero (è il lavoro di decostruzione della carreggiata direzione Catania che richiede 4 mesi).
Infine, quanto alla mobilità sul territorio interessato, voglio segnalare che dallo scorso 3 maggio Trenitalia ha avviato il nuovo modello di servizio ferroviario tra Palermo e Catania, che costituisce il primo, concreto risultato di un lavoro iniziato già da diversi mesi e finalizzato a una riorganizzazione generale dell’offerta ferroviaria siciliana, per renderla più aderente alle diverse esigenze dei viaggiatori, con corse frequenti e capillari intorno ai centri urbani e veloci tra i capoluoghi. 
Il crollo del viadotto dell’A19 è stato l’input per concretizzare da subito questo modello sulla direttrice Palermo – Catania, offrendo un servizio di collegamento in meno di tre ore (2 ore e 47 minuti), con una riduzione di mezz’ora dei tempi di percorrenza rispetto al precedente servizio, quattordici corse al giorno, sette in ciascuna direzione (rispetto alle 2 in precedenza) e una frequenza di un treno ogni due ore.
L’offerta complessiva, inizialmente di 2.100 posti al giorno, dal 29 giugno scorso è stata raddoppiata, passando a 4.200 posti a sedere: ogni corsa tra i due capoluoghi, infatti, è attualmente effettuata da una composizione di due treni Minuetto accoppiati.
Dal 3 maggio ad oggi, sono stati circa 120.000 i viaggiatori che hanno utilizzato i nuovi collegamenti (erano stati solo 3000 nello stesso periodo del 2014.
Siamo impegnati a portare avanti gli impegni presi.

http://webtv.camera.it/archivio?legislatura=17&seduta=457&intervento=405910

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Data di ultima modifica: 20/12/2022
Data di pubblicazione: 08/07/2015