Giovannini: "Con il Recovery una soluzione per le ferrovie"

Intervista del Ministro Giovannini rilasciata a La Repubblica
binari

12 agosto 2021 - Si riporta il testo dell'intervista che il Ministro Enrico Giovannini ha rilasciato a La Repubblica, dal titolo: Giovannini: "Con il Recovery una soluzione per le ferrovie"  di Roberto Mania.

Grazie alla recente intesa con Regioni, Province e Comuni i primi otto miliardi del Fondo complementare e del Piano nazionale di ripresa e resilienza sono pronti per essere investiti dai diversi enti nel trasporto ferroviario, nei porti, nell'edilizia pubblica. «E in assoluto il primo pacchetto di risorse del Piano ad essere impiegato», dice Enrico Giovannini, ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili. Il Pnrr riserva al settore delle infrastrutture e della mobilità circa 62 miliardi di euro.

Quali effetti ci saranno da qui alla fine, nel 2026, del piano? Come cambierà la vita dei cittadini?

«Diversamente dal piano americano del presidente Biden, l'Italia, come tutta l'Europa, ha scelto di spostare le risorse sul trasporto ferroviario anziché sul potenziamento della rete autostradale. E una scelta green che ha chiesto l'Europa, che condivide il governo italiano e, se posso dire, che io condivido da tempo. Quanto agli effetti, mi limito ad alcuni dati di impatto che abbiamo presentato nell'allegato infrastrutture pubblicato oggi (ieri per chi legge, ndr): alla fine del Piano il tempo medio di viaggio in treno si ridurrà del 17%, con un taglio del 24% nelle regioni meridionali, del 22% in quelle settentrionali e del 4,4% al Centro. Si ridurrà del 38% anche l'indice di disuguaglianza tra Nord e Sud nell'accesso alla rete ferroviaria. Il passaggio modale dalla gomma al ferro determinerà un taglio di tre milioni di tonnellate all'anno di emissioni di anidride carbonica, pari alle emissioni annuali dei trasporti di tutta Roma. Ancora: la quota d passeggeri trasportati sui treni crescerà dal 6 a110%, quella delle merci dall'Il al 16%. Tutto questo dovrebbe consentire anche di ridurre gli incidenti stradali, a parità di condizioni, del 3,6% entro il 2030, vuol dire 150 vittime in meno ogni anno. Nel nostro Pnrr non ci sono solo i soldi per gli investimenti, c'è una visione che può cambiare le caratteristiche del trasporto nazionale».

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Roberto Garofoli, ha inviato a tutti i ministri l'elenco degli interventi e delle riforme che ciascuno deve realizzare entro la fine dell'anno. A lei si ricorda la riforma del trasporto pubblico locale, la revisione del contratto di programma con le Ferrovie, la sicurezza dei porti e dei ponti. A che punto siete?

«Ci stiamo lavorando dall'inizio del mandato, ancor prima dell'approvazione ufficiale del Pnrr. Sul trasporto locale, la Commissione insediata dalla ministra che mi ha preceduto, Paola De Micheli, e presieduta da Bernardo Mattarella, ha concluso i lavori. Con le Regioni, cui spetta il compito di organizzare il trasporto pubblico locale, discuteremo come muoversi per rendere più efficienti i servizi, accrescerne la qualità e la sostenibilità. Abbiamo avviato i passaggi per aggiornare e velocizzare le procedure per modificare il contratto di programma con le Ferrovie. Sulla rete idrica, dove in alcune aree del Paese si verificano perdite ingenti, è in corso il confronto con le Autorità di settore. Aggiungo che a fine agosto approveremo un decreto Infrastrutture e trasporti che affronterà diverse questioni, tra cui quelle della sicurezza e forse anche modifiche al codice della strada».

Può anticipare i contenuti?

«Ne stiamo ancora discutendo. Certo sarà un decreto ad ampio spettro».

A proposito del trasporto pubblico locale, perché escluderlo dall'obbligo del Green Pass? E previsto per i viaggi a lunga percorrenza ma non per bus e metropolitane che sono i mezzi più utilizzati dalle persone. Non è una contraddizione?

«Non c'è contraddizione. Il Cts (il Comitato tecnico scientifico, ndr) ha indicato che, data l'evoluzione della campagna vaccinale e della stessa epidemia, la percentuale di copertura dei posti nei mezzi del trasporto locale può restare all'80% anche in zona gialla Mantenendo, ovviamente, l'obbligatorietà nell'uso delle mascherine. Va considerato che su bus e metropolitane il tempo di percorrenza è in genere breve, tra i 15 e i 30 minuti in media. Per gli aerei, i treni e le navi a lunga percorrenza è possibile poi effettuare il controllo del Green Pass già con l'autodichiarazione nel momento della prenotazione obbligatoria e nominativa del viaggio e il controllo successivo del biglietto».

Rispetto all'anno scorso non cambia nulla.

«Non sono d'accordo. Ricordo che la competenza a gestire il trasporto pubblico locale è delle Regioni e degli altri enti locali, allo Stato spetta il finanziamento. E per il secondo semestre dell'anno abbiamo messo in campo 600 milioni per i servizi aggiuntivi e 800 milioni per compensare i minori ricavi a causa delle limitazioni della capienza dei mezzi e l'aumento dei costi dovuti, per esempio, alle sanificazioni. Nei mesi scorsi si può stimare un incremento dell'offerta nelle ore di punta di circa il 20%. Abbiamo poi assunto decisioni per distribuire il carico della domanda con incentivi alle imprese e alle amministrazioni che faranno piani in questa direzione entro il 31 agosto. In vista della riapertura delle scuole, le singole Regioni, con cui lavoriamo sul tema da aprile, dovranno comunque mandarci i loro piani entro il 23 agosto e valuteremo insieme ulteriori azioni, se necessario».

È favorevole al Green Pass per entrare al lavoro?

«E un aspetto delicato su cui sono ancora in corso valutazioni da parte dei ministri competenti e della presidenza del Consiglio. Certamente è necessario aumentare la quota di vaccinati così che tutti coloro che utilizzano i mezzi pubblici potranno essere e si potranno sentire più sicuri». Dunque auspica che il Green Pass sia obbligatorio? «Io auspico che il tasso di vaccinati salga vertiginosamente, prima della ripresa delle attività e della riapertura delle scuole».

Capitolo Anas. Dopo il ritiro della candidatura di Ugo de Carolis per l'incarico di amministratore delegato perché già manager di società controllate dai Benetton, lei quale soluzione vede?

«Auspico la scelta un manager di alto livello dato che l'Anas avrà un ruolo fondamentale nella realizzazione del Pnrr, per gli investimenti sulla messa in sicurezza della rete stradale».

 

Data di ultima modifica: 20/12/2022
Data di pubblicazione: 12/08/2021