Autostrade, l'impegno di Giovannini «Cambiamo il calendario dei cantieri»

Intervista del Ministro Giovannini rilasciata a Il Secolo XIX
code in Liguria

22 giugno 2021 - Si riporta il testo dell'intervista che il Ministro Enrico Giovannini ha rilasciato a Il Secolo XIX, dal titolo: «Autostrade, l'impegno di Giovannini "Cambiamo il calendario dei cantieri» di Marco Menduni.

Un appello ai concessionari autostradali, perché da parte loro indichino in tempi brevi quali sono i lavori da affrontare con la massima urgenza e quali possono essere rimandati. Lo spiega il ministro delle Infrastrutture e Mobilità sostenibili Enrico Giovannini dopo l'incontro con gli enti locali di Anci: «Ho ringraziato i sindaci, tra una settimana proporrò l'approfondimento per rimodulare i cantieri. Non tra mesi, ma tra una settimana».

Ministro, sono ormai trascorsi quasi tre anni dalla tragedia del ponte Morandi e la Liguria continua a trovarsi in una situazione di estremo affanno nei collegamenti, che rischia di danneggiare pesantemente la sua economia, i commerci, il porto, il turismo.

«Che la Liguria soffra di un problema infrastrutturale non da oggi è ben noto. Il disastro ha fatto emergere problematiche che non hanno origine solo in tempi recenti, non facili da risolvere. Ci muoviamo su due direttrici. La prima è una situazione emergenziale legata anche a un elemento positivo: la ripresa delle attività economiche e sociali. L'uscita dall'emergenza stimola i movimenti di merci e persone che creano disagi dove si realizzano interventi di messa in sicurezza delle infrastrutture ».

Cosa si è fatto e che cosa si fa per superare la crisi?

«Ci siamo mossi per tempo. Da novembre opera un tavolo tecnico che cerca di ottimizzare gli interventi. Abbiamo voluto rafforzarlo nell'ultimo mese proprio in vista della riapertura delle attività e della ripartenza del turismo, che si è rimesso in moto, con un tavolo tra Regione, Comune di Genova, concessionari e ministero stesso. Abbiamo migliorato la situazione che resta però insoddisfacente ».

Qual è quindi il passo successivo?

«Abbiamo concordato ulteriori iniziative. Già stasera (ieri sera, ndr) ci sarà una riunione con Aspi e nei prossimi giorni parleremo con gli altri concessionari. Parallelamente, verrà rafforzato il tavolo sui trasporti pubblici gestito dalla Regione. Le Ferrovie hanno già messo in campo due Frecciabianca in più, chiederemo se servono altri interventi».

Qualcuno suggerisce che sia Aspi a pagare treni in più da e per la Liguria.

«Non ce n'è bisogno, c'è già e ci sarà un potenziamento molto forte. Nel frattempo ho posto al Cts, il Comitato tecnico scientifico, un quesito sul graduale aumento dei tassi di copertura dei posti non solo per i treni, ma per tutto il sistema del trasporto pubblico locale e già sono arrivate prescrizioni, ad esempio, peri traghetti».

Servirà comunque un piano complessivo per la Liguria che non si esaurisce in poco tempo.

«Certo, ci sono proposte a breve termine cui si sommano quelle a medio termine, un piano proposto a Regione e Anci per valutare le iniziative. L'ultima cosa di cui però si puo accusare questo governo è di disattenzione verso la Liguria: nel Piano nazionale di ripresa e resilienza c'è un forte investimento sul porto e sul trasporto pubblico locale, con la scelta di commissariare le opere. Io ho proposto che nel secondo gruppo di commissariamenti rientrino tutti i tratti dell'Aurelia bis, a Savona e alla Spezia, il raddoppio ferroviario del tratto a binario unico della Genova Ventimiglia, la realizzazione della diga foranea».

Il punto più delicato continua a essere rappresentato dalla Gronda. Quando arriverà il via libera?

«La questione era legata alla vicenda di Aspi, la Gronda era prevista tra i loro investimenti. La nuova condizione che si è creata con la vendita a Cassa depositi e prestiti e ai due fondi privati sblocca la possibilità di definire il nuovo piano economico finanziario. Della vendita è stato avviato il perfezionamento. Contiamo di andare velocemente ».

Le ispezioni del ministero sono mirate alla sicurezza e su questa non si transige. Ma proprio tutti i lavori in programma devono essere realizzati in tempi brevi e tutti insieme?

«Questa immagine di lavori tutti urgenti e realizzati tutti insieme non corrisponde al vero. Ancora meno quando si dice che questa è la volontà del ministero. Il concessionario ha la responsabilità di fare le verifiche e svolgere il lavoro secondo le norme. Il ministero effettua controlli a campione per assicurarsi il rispetto degli impegni. Il team dell'ispettore Placido Migliorino opera in questa ottica».

Il team, che dipende dal ministero, può essere rinforzato per accelerare tutte le operazioni di controllo?

«Il team opera a campione. Questo incarico tocca ad Ansfisa, l'Agenzia perla sicurezza delle ferrovie, delle infrastrutture stradali e autostradali ».

Che però è partita al rallentatore.

«E partita in ritardo ed è per questo che sin dall'inizio del mandato abbiamo concentrato l'attenzione, nel decreto governance del Pnrr si chiarisce ruolo di Ansfisa, c'è la nomina di un nuovo comandante che sta sistemando la macchina e potenziando l'organico dopo che i concorsi pubblici sono rimasti fermi un anno e solo ora sono stati riattivati. Sarà anche dotata di un parco macchine congruo. Dopo i ritardi si sta accelerando l'operatività».

Al di là del tempo che ci vorrà per la formalizzazione, il passaggio di Autostrade sotto il controllo di Cdp e dei due fondi potrà agevolare i rapporti?

«La scelta di Cdp è una scelta di mercato, condivisa da fondi che ovviamente non mettono investimenti a vanvera. Tutto il sistema delle autostrade ha bisogno di un ripensamento, Cdp e compagni di cordata hanno ben presente questa esigenza e devono averla anche gli altri concessionari. Il primo punto è l'innovazione tecnologica, siamo alle soglie di un cambiamento profondo che passa per la digitalizzazione. Poi c'è l'enorme questione della messa in sicurezza. Io sono stato all'Ocse (l'Organizzazione perla cooperazione e lo sviluppo economico, ndr) e uno studio evidenziava come in tutti i Paesi industrializzati tra il 2020 e il 2030 sarebbe emersa la straordinaria sfida dei fondi per manutenzione a causa della vita media delle opere. Il Pnrr anticipa questa tendenza ».

A Genova c'è stata la manifestazione contro l'accordo Benetton-Cdp, proposta da Mattia Crucioli e Ferruccio Sansa, leader dell'alleanza rosso-grillina in regione. Questo può creare qualche problema politico nel governo?

«Una maggioranza così vasta esprime evidentemente al suo interno diverse sensibilità, ma siano sempre stati in grado di trovare un equilibrio grazie anche alla capacità di mediazione del premier Draghi».

Data di ultima modifica: 20/12/2022
Data di pubblicazione: 22/06/2021