«Accelerare sbloccare e realizzare»

Intervista che il ministro Salvini ha rilasciato al magazine “mondo business”
Autostrada Cremona-Mantova

25 febbraio 2023 - Intervista che il ministro Salvini ha rilasciato a “mondo business” - supplemento del quotidiano “La Provincia di Cremona e Crema” - dal titolo «Accelerare sbloccare e realizzare», di Luca Puerarl.


Accelerare, sbloccare, realizzare. Matteo Salvini snocciola i nodi da sciogliere, uno dietro l'altro, e idealmente fissa una tabella di marcia per accorciare i ritardi di un Paese immobile. Non indica date - non potrebbe farlo - ma per il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti il tempo è una variabile tutt'altro che secondaria ed è anche sui tempi in cui si danno le risposte che il territorio attende che si gioca la partita delle infrastrutture necessarie per far uscire dall'isolamento la provincia di Cremona e più in generale il sud della Lombardia. II 'capitano' è l'uomo del fare e schiaccia il piede sull'acceleratore. Salvini parla di strumenti normativi ed economici per recuperare gli anni perduti e soprattutto di dossier aperti sulle scrivanie da troppo tempo e da chiudere. Auspica un rapporto costante fra il suo ministero e i sindaci del territorio per seguire lo stato di avanzamento dei lavori. Insomma, le infrastrutture determinano lo sviluppo e la crescita dell'economia di un territorio e di una regione - la Lombardia - che deve tornare a volare e ridiventare a pieno titolo la locomotiva del Paese. 


Ministro, in provincia di Cremona in tema di infrastrutture c'è tanta carne al fuoco. Da dove si parte? 
«I dossier su cui accelerare mi sono assolutamente chiari: penso alla Cremona-Mantova, che si farà sia nella tratta stradale che in quella ferroviaria che collega Mantova a Milano passando per Cremona. Manca una parte di fondi e di progettazione, a cui lavoreremo. Non meno determinante è la questione dei ponti. Conosco le esigenze di questo territorio», spiega il vice premier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti». 


Ma il vero salto di qualità è quello dei tempi. Accorciare gli iter troppo lunghi e macchinosi è una esigenza irrinunciabile. Lo chiedono le imprese ma è evidente a tutti: come fare? 
«So bene che le imprese chiedono soluzioni. Credo che il nuovo codice dei contratti al quale stiamo lavorando snellirà molti passaggi burocratici, eliminerà certi sprechi e accelererà processi e cantieri. Il Governo conta di approvarlo in tempi rapidi, entro la fine di marzo. Sono certo che questo provvedimento darà un impulso positivo per Io sviluppo delle infrastrutture della provincia di Cremona e dell'Italia in generale. Il nuovo codice prevede 230 articoli e ha 35 allegati e sono convinto che contribuirà a mettere più gru e ruspe possibili al lavoro e ridurrà i tempi della burocrazia. Per migliorare la tempestività degli interventi a volte serve anche cambiare le regole. Nessuno si deve spaventare perché a tal proposito stiamo ragionando con gli amministratori, con le imprese e anche con l'Europa sul tema dell'entrata in vigore effettiva del nuovo codice. È chiaro che quando c'è un cambio di normativa occorrono alcuni mesi affinché gli enti locali, le stazioni appaltanti e le imprese la recepiscano. Le sollecitazioni che mi arrivano in tal senso per un'entrata in vigore graduale mi sembrano assolutamente ragionevoli». 


Parlare di infrastrutture vuol dire parlare dell'autostrada Cremona-Mantova. Tutti - o quasi - la vogliono ma progetto e lavori sono fermi al palo. Il mondo economico va in pressing e spinge la politica a prendere una decisione. Cosa replica? 
«Tra le priorità parlerei anche del raddoppio ferroviario, non solo dell'autostrada. Si tratta di opere destinate a cambiare il volto del territorio. Ribadisco con forza che è nostro interesse che queste infrastrutture vengano progettate e realizzate». 


E ritorna il tormentone sui tempi... Ma quando? 
«Sia per l'autostrada Cremona-Mantova che per il raddoppio ferroviario sono convinto che più veloce si vada meglio sia. II confronto è fondamentale, la politica deve ascoltare i territori e coinvolgere le comunità locali, ci mancherebbe, ma poi deve prendere delle decisioni. I tempi per fare delle osservazioni rispetto a un progetto devono essere abbattuti e questo non è certo un deficit di democrazia. Inoltre non bisogna dimenticare il discorso economico: mi auguro che sulla nuova autostrada ci sia anche un forte investimento privato. Lo Stato da solo non riesce ad arrivare ovunque. Il rapporto che sto costruendo con Anas e Rfi, Trenitalia e il mondo delle imprese e dell'edilizia è molto solido e questo aspetto mi rende fiducioso sia sui fondi che sui tempi».

 
Ma non c'è solo l'autostrada Cremona-Mantova e il raddoppio ferroviario. La partita della manutenzione dei ponti è strategica in tutte le zone della provincia, da Casalmaggiore fino all'estremità a nord della provincia, a Spino d'Adda, dove il raddoppio del ponte condiziona i tempi di chiusura dell'intervento di riqualificazione della Paullese. Come pensa di giocare questa partita? 
«Mi sono insediato al ministero da poco più di tre mesi e non posso sanare ritardi di decenni ma una cosa è certa: questi dossier sono sulla mia scrivania. Ho chiesto ad Anas un report sui ponti di competenza statale perché la sicurezza è centrale e si deve procedere ai lavori necessari. Ma molte strutture sono di competenza delle Province e qui si apre una questione politica delicata: sono favorevole alla reintroduzione dell'ente Provincia con tutta la dignità, il personale e i fondi necessari. Al momento sono enti depotenziati: non hanno personale, non hanno soldi e non hanno competenze e non possono fare manutenzione a ponti, strade e scuole». 


II tema dei ponti si intreccia con la vita del Po e con il 'sogno' della navigabilità. In tutta Europa il trasporto delle merci attraverso le vie d'acqua interne funziona ma in Italia non si fanno passi avanti. Una battaglia persa? 
«Per quanto riguarda la navigabilità del Po il discorso è vecchio, ricordo che ne parlavo già quando ero in consiglio comunale a Milano, nel 1993: si ragionava del canale navigabile Milano-Cremona. Il Po è una risorsa che potrebbe essere un volano industriale e commerciale notevole e credo che il tema debba essere riportato al centro del dibattito anche a livello europeo». 


L'obiettivo della navigabilità del Po sembra ancora più lontano considerata l'emergenza siccità che rischia di cronicizzarsi. Le associazioni agricole chiedono azioni tempestive - ad esempio la bacinizzazione del fiume - per evitare il disastro dell'anno passato ora che la situazione appare ancora più seria. Ministro, non c'è più tempo...
«Ho ben presente questo tema e mi sono già mosso. L'emergenza è chiara e dovremo affrontare nuovi periodi di siccità: bisogna far ripartire il piano di raccolta dell'acqua piovana, fermo da troppo tempo. Alcuni progetti già ci sono e bisogna superare i no. Altra ipotesi di lavoro è quella di modificare nel Pnrr i finanziamenti per alcune decine di milioni previsti per l'abbassamento delle acque del Po: come le associazioni agricole, anch’io credo che ci sia bisogno dell'esatto contrario. Il livello del fiume è già drammaticamente basso di suo...». 


Anche il Porto di Cremona è alla ricerca di un ruolo da protagonista come polo intermodale. Anche per questa ragione investire su progetti volti alla navigabilità del fiume sarebbe fondamentale. La Regione Lombardia nei mesi scorsi ha richiesto ufficialmente al Governo di avviare l'iter per far definire il porto Zona logistica speciale. Come pensa di affrontare questo capitolo? 
«L'istituzione della zona logistica speciale è di competenza del Mit e ho chiesto di dare un parere favorevole il più presto possibile». 

Data di ultima modifica: 02/03/2023
Data di pubblicazione: 02/03/2023