Introduzione del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Senatore Altero Matteoli
Ultimamente, una critica rivolta all’azione programmatica attivata dalla Legge Obiettivo è stata quella che, con tale norma, si è preferito
programmare a tempi brevi e non a tempi medi; una simile critica, però, deve essere rivolta anche al passato, dovremmo, cioè avere il coraggio di verificare nel medio termine passato quali sono state le azioni e gli interventi che questo Paese non ha fatto ed un analisi del genere, automaticamente, farebbe scoprire che fino al 2001, fino, cioè all’avvento della Legge Obiettivo, in particolare dal 1980 fino al 2001, cioè, in venti anni, nel nostro Paese gli investimenti infrastrutturali di rilievo non avevano superato i 14 miliardi di €; dal 2002 ad oggi, in soli cinque anni – cinque e non sette anni perché durante la passata Legislatura c’è stato un blocco di tutti gli interventi – siamo riusciti ad appaltare e a cantierare opere per circa 49 miliardi di €. Ed un simile risultato va proprio ricercato nelle varie componentiche caratterizzano la Legge Obiettivo, dallo strumento della Intesa Generale Quadro con le Regioni che ha reso possibile la definizione di un quadro organico di interventi e di priorità, all’Allegato Infrastrutture al Documento di Programmazione Economica e Finanziaria che ha consentito al Parlamento di conoscere davvero le scelte e le azioni del Governo nell’attuazione degli interventi, dalla Struttura Tecnica di Missione che è riuscita a raggiungere risultati inimmaginabili per la Pubblica Amministrazione, al rapporto con la Unione Europea che ha condiviso pienamente le nostre scelte quando abbiamo rivisitato il masterplan comunitario.