Frejus

copertina frejus

Nelle celebrazioni del 150° anniversario dell'Unità dell'Italia, non può mancare il ricordo dell'opera più importante dell'Ottocento frutto dell'ingegno e del lavoro degli italiani, che è stata costruita proprio negli stessi anni in cui alcuni valorosi donavano la loro vita per la formazione dello Stato italiano.

Tra gli argomenti che ho avuto modo di pubblicare fino ad oggi, questo è senza dubbio quello che mi ha entusiasmato di più soprattutto durante la lettura dei testi bibliografici che
riporto in fondo al testo per non privare i lettori delle stesse occasioni di entusiasmo nel leggere le vicende legate all'ideazione, progettazione, finanziamento e realizzazione del
primo e più lungo traforo ferroviario del mondo. È opera colossale per quei tempi ed insieme al Canale di Suez costituisce senza dubbio l'opera infrastrutturale più importante ed
ingegnosa dell'Ottocento. La "Gazzetta Piemontese" alla vigilia dell'inaugurazione la definisce: "Una splendida vittoria dell'intelligenza umana sulle cieche forze della natura".
Ma rispetto al Canale di Suez, la perforazione del tunnel del Frejus fu molto più pesante e pericolosa per coloro che vi hanno lavorato, chiusi all'interno di una montagna, con un'unica uscita posta sempre più lontano man mano che si avanzava. Ed è quindi particolarmente significativo che l'idea di erigere un monumento a ricordo dell'opera titanica, del progettista Sommeiller e dell'immenso lavoro, venne proprio alle Società Operaie di Torino. I Presidenti di tali Società su iniziativa di Ubaldo Cassone (tipografo), una settimana prima dell'inaugurazione si riunirono1 e decisero di aprire una sottoscrizione per l'erezione di un monumento a Germano Sommeiller e costituirono un Comitato promotore. Per prima cosa mandarono una circolare in tutt'Italia: "L'opera portentosa del Traforo delle Alpi stabilisce per noi italiani, in chi l'ha compiuta, una gloria patria, ed è per così dire al tempo stesso, l'apoteosi del lavoro, quindi è a voi specialmente fratelli operai che la Commissione composta di tutti figli del lavoro rivolge la sua parola onde concorriate col vostro obolo... ".

Contemporaneamente la Commissione si rivolge al Comune che delibera immediatamente di appoggiare l'iniziativa con il contributo di 2.000 lire. Si affianca anche un gruppo di
sottoscrittori "una Società di distinte persone" che però contribuiranno con solo 16.000 lire, meno degli operai che raccolsero 20.000 lire. Il monumento finirà per costare 78.000 lire (8.000 lire in più rispetto alle previsioni). Il monumento fu inaugurato il 26 ottobre 1879 alla presenza del re Umberto I (Torino torna ad essere capitale per un giorno). Il giorno dell'inaugurazione del monumento non erano presenti i tre grandi ingegneri cui il monumento era dedicato2. Ci furono molti discorsi, ma il più sincero e spontaneo fu quello del tipografo Ubaldo Cassone a nome delle Società Operaie.

È un'impresa ardua anche riuscire a raccogliere in poche pagine tutte quelle nozioni che sono necessarie per dare ai lettori un'idea adeguata su questa opera "da cui trarre forte
argomento di conforto e di orgoglio", come scrisse Michele Treves nel 1864 nel suo Saggio storico.

Conforto e orgoglio che ho provato anch'io nel vedere che la maggior parte dei protagonisti erano dipendenti pubblici, ingegneri, ispettori del Genio civile o membri del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici; in questi tempi in cui si esalta solamente il lavoro del settore privato o l'utile di impresa ed i mezzi di informazione sono molto occupati ad illustrare con dovizie di particolari presunte o vere malefatte di alcuni dipendenti pubblici, la lettura delle imprese e delle grandi capacità morali ed intellettive di questi colleghi più anziani mi hanno fatto tornare l'orgoglio di lavorare nel settore pubblico e di appartenere al "corpo" degli ingegneri del Genio civile del ministero dei lavori pubblici e di aver fatto parte del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Orgoglio che ho provato anche di recente quando più volte sono entrato nella galleria in qualità di Presidente della Commissione italofrancese che attualmente esamina gli studi ed i progetti dell'adeguamento della sagoma e della sicurezza nel traforo ferroviario del Frejus e del Comitato tecnico-sicurezza del nuovo collegamento ferroviario Torino-Lione. Spero che analogo orgoglio e conforto, attraverso queste poche pagine, possano provarlo anche i lettori, come cittadini italiani e, quindi in qualche modo anche loro eredi degli illustri protagonisti, anche se non sono ingegneri o dipendenti pubblici.

Consentitemi di chiudere questa breve "premessa" con un doveroso ringraziamento all'Ing. Enrico Fattorini, alla Dott.ssa Beniamina Viola con Massimo Bracaglia, che hanno curato rispettivamente la redazione, l'acquisizione e la rielaborazione della documentazione fotografica; hanno, inoltre, dedicato diverse ore alla ricerca dei testi nella biblioteca dell'ex Ministero dei Lavori Pubblici e nella biblioteca Nazionale di Roma fornendomi un'ampia e doviziosa documentazione. Un sentito ringraziamento va anche alle direttrici delle due biblioteche: Dott.ssa M.Rosaria Falconieri e Dott.ssa Livia Martinoli. Si ringrazia inoltre: Ing. Alberto Secchi, Girolamo Botoni, Dott. Agostino Crocchiolo, Carla Mercuri, Dott.ssa Valentina Nocito, Dott. Giuseppe Sinisi e Paolo Staderini della Direzione Generale per i Sistemi Informativi, Statistici e la Comunicazione.

Senza di loro non sarei riuscito a portare a termine il lavoro.


Ing. Pasquale Cialdini
Direttore Generale Vigilanza
e Sicurezza nelle Infrastrutture

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Data di ultima modifica: 05/12/2017
Data di pubblicazione: 09/02/2016