"Subito nuovi mezzi pubblici e più igiene a bordo a settembre scuole e uffici cambieranno orari"

Intervista del Ministro Giovannini rilasciata a La Stampa
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20 aprile 2021 - Si riporta il testo dell'intervista che il Ministro Enrico Giovannini ha rilasciato a la Stampa dal titolo "Subito nuovi mezzi pubblici e più igiene a bordo a settembre scuole e uffici cambieranno orari" di Paolo Baroni.

Un tavolo permanente con gli enti locali già avviato, un raccordo stretto e contatti continui col ministro dell'Istruzione Bianchi, il responsabile della Salute Speranza e la ministra degli Affari regionali Gelmini, una serie di possibili nuovi accorgimenti, a partire dall'aumento delle igienizzazioni sui mezzi di trasporto, e il massimo sforzo per gestire al meglio il ritorno a scuola in presenza degli studenti delle scuole superiori nelle Regioni gialle e arancioni che scatta lunedì. Con l'ipotesi, a settembre, di ripensare alcune regole, come quella sull'uso dei mezzi di trasporto, bus e metropolitane, ma anche una migliore distribuzione degli orari di tutte le attività. Il ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, sta lavorando per questo nuovo test, anche se la gestione di bus e metrò, su cui peraltro il Recovery plan prevede in futuro investimenti molto importanti, è pur sempre di competenza degli enti locali.

Ministro condivide il "rischio ragionato" di cui ha parlato Draghi e che sta alla base della ripartenza di scuole e pubblici esercizi?
«Non è una scelta solo di Draghi: è una scelta del governo nel suo complesso».

Ma al 26 aprile sul fronte dei trasporti come ci arriviamo?
«Intanto, con il forte investimento fatto dal governo precedente proprio per potenziare le linee di trasporto pubblico locale, stanziamento che le amministrazioni locali hanno utilizzato. Adesso, a partire da oggi, dobbiamo ragionare con loro se è possibile potenziare ulteriormente il servizio».

Rispetto al passato cosa è cambiato?
«Abbiamo a disposizione uno strumento di governance importante, i tavoli prefettizi, che un anno fa non c'erano e che con il decreto di marzo sono stati rafforzati nella loro opera di monitoraggio e per individuare soluzione ai problemi attuali e futuri. Tavoli che stanno tutti ripartendo facendo dialogare amministrazioni, aziende di trasporto, istituzioni e dirigenti scolastici. E poi allo studio abbiamo una serie di nuove ipotesi che valuteremo con le Regioni per aumentare la sicurezza sui mezzi pubblici, tra cui quella di sanificare più volte al giorno i mezzi di trasporto, un elemento visibile che rassicura i viaggiatori».

Tranquillo, quindi?
«Direi impegnato al massimo. Ci aspetta una discussione non facile, che richiede uno sforzo da parte di tutti in nome di un obiettivo condiviso: trasportare quanto più ragazze e ragazzi degli istituti superiori nell'ultimo mese e mezzo di scuola. Sono convinto che ci sarà l'impegno di tutti, anche dei sindacati, perché si tratta di un obiettivo fortemente condiviso da tutta la società italiana. Ma serve molta responsabilità da parte di tutte le parti».

Sulle sanificazioni c'erano dei dati dei Nas piuttosto inquietanti...
«La lettura di quel rapporto è stata un po' allarmistica perché le percentuali di tracce delvirus che sono state rilevate, secondo gli esperti, presentavano una carica virale molto bassa. Non è che il problema non esista, ma può essere affrontato igienizzando di più i mezzi. Certo, in alcune aree del paese c'è il problema della compresenza di tante persone sui mezzi pubblici, anche con l'attuale situazione, ed è su questo che ci confronteremo».

Il tetto del 50% non si tocca? Molti lo chiedono...
«E' un tema che fa parte della discussione complessiva in corso in questi giorni, in queste ore. Però il punto cruciale è che la situazione è estremamente diversificata, per cui è bene che siano i tavoli prefettizi a definire un quadro esatto della situazione e vedere con le istituzioni locali ciò che è possibile realizzare in concreto. Ovviamente, è importante muoversi in fretta e in modo coordinato».

Per i mesi a venire cosa si può immaginare?
«Una serie di iniziative, e anche su questo ci confronteremo con le Regioni, possono essere assunte in funzione della ripresa dell'anno scolastico, perché con l'avanzamento della campagna vaccinale la situazione sarà diversa. Quello dell'affollamento dei mezzi è un tema non banale e in parte si riproporrà a settembre, per questo fin dall'inizio di aprile avevo scritto agli enti territoriali per discutere anche di una prospettiva di medio termine».

Quindi, percentuali di affollamento sotto la lente. Anche perché non c'è solo la ripresa delle scuole in presenza ma anche quella degli uffici e delle attività economiche...
«Questo è il punto della questione: in prospettiva occorre ripensare gli orari delle città nel loro complesso, non solo delle scuole ma anche degli uffici e ragionare sulla pressione sui mezzi pubblici, che però, forse, sarà attenuata dal fatto che molte imprese e molte amministrazioni pubbliche comunque continueranno col lavoro a distanza. E in questo quadro occorre dare attuazione alla decisione del precedente governo che, su indicazione della commissione Colao di cui facevo parte, ha abbassato da 300 a 100 dipendenti il limite dimensionale oltre il quale occorre nominare un mobility manager. In questo modo si potrebbe migliorare il dialogo con le amministrazioni locali per regolare meglio i flussi di traffico una volta che, come è prevedibile, molte imprese adotteranno in maniera strutturale lo smart working».

La settimana scorsa avete nominato i commissari per le prime 57 opere prioritarie da sbloccare e lei ha annunciato che state preparando una nuova lista: entro quando e per quali interventi?
«Questa settimana incontrerò i 29 nuovi commissari coi quali definiremo le modalità di lavoro, il monitoraggio trimestrale, la pubblicazione del cronoprogramma e una serie di linee di azione per rendere più sostenibili le nuove infrastrutture. Dopodiché, la legge prevede che entro il 30 giugno possano essere emanati altri decreti per ulteriori opere da commissariare e per questo ho già chiesto alle stazioni appaltanti, Anas e Rfi, di indicare le loro esigenze. Il Parlamento, in particolare il Senato, ha espresso alcuni indirizzi, ad esempio rispetto alle opere infrastrutturali necessarie per le olimpiadi di Milano-Cortina, e stiamo incrociando queste necessità anche con alcuni interventi previsti dal Recovery plan. Tenendo però presente due elementi: il primo è che il numero dei commissari-tecnici non è infinito, il secondo è che anche sulla spinta del Recovery plan (Pnrr), d'intesa col ministro Brunetta, vareremo una serie di semplificazioni che varranno non solo per il Pnrr ma anche altre opere, riducendo così la necessità di nominare nuovi commissari».

E' immaginabile che nella seconda lista entrino opere come la Gronda di Genova, già tutta finanziata, o i lavori per la tratta italiana della Torino-Lione, che un commissario lo attendono da mesi?
«L'analisi è in corso, dobbiamo definire i criteri, per cui ora non mi posso pronunciare su singole opere».

Data di ultima modifica: 20/04/2021
Data di pubblicazione: 20/04/2021