Programma per la prevenzione dei rischi negli edifici scolastici

Programma straordinario di interventi urgenti finalizzati alla prevenzione e riduzione del rischio connesso alla vulnerabilità degli elementi anche non strutturali negli edifici scolastici.

Delibere CIPE32/2010 e n° 6/2012

Con l’Intesa sancita in sede Conferenza Unificata il 28 gennaio 2009 sono stati emanati gli “indirizzi per prevenire e fronteggiare eventuali situazioni di rischio connesse alla vulnerabilità di elementi anche non strutturali negli edifici scolastici” prevedendo, tra l’altro, che le informazioni acquisite nel corso delle verifiche tecniche ivi previste fossero rese disponibili alle amministrazioni interessate, le quali, nell'ambito delle rispettive competenze, ne avrebbero tenuto conto anche ai fini della programmazione dei relativi interventi.

Attraverso il monitoraggio delle verifiche tecniche estese all’intero patrimonio scolastico esistente sul territorio nazionale pari a circa 46 mila edifici, si è realizzato che gli edifici scolastici presentano una forte criticità connessa con gli elementi non strutturali investigati.

Tale constatazione, unita alle istanze pervenute da tutti i soggetti che hanno concorso alle verifiche stesse (Enti locali, Regioni, MIUR, Provveditorati OO.PP.), hanno evidenziato la necessità di un intervento urgente volto alla immediata rimozione delle situazioni di maggiore pericolo. A tale necessità si è risposto con il “Programma straordinario stralcio di interventi urgenti sul patrimonio scolastico finalizzati alla messa in sicurezza e alla prevenzione e riduzione del rischio connesso alla vulnerabilità degli elementi, anche non strutturali, degli edifici scolastici” che ha come scopo precipuo la rimozione immediata delle situazioni di rischio

Il CIPE con le Delibere n. 32/2010 e n.6/2012 ha pertanto destinato prima 358 milioni e poi 259 milioni rispettivamente al Primo ed al Secondo Programma straordinario di interventi urgenti sul patrimonio scolastico finalizzati alla messa in sicurezza e alla prevenzione e riduzione del rischio connesso alla vulnerabilità degli elementi, anche non strutturali, degli edifici scolastici.

Successivamente con la delibera CIPE n.148/12 il CIPE ha disposto che il MIT verificasse il titolo di godimento degli edifici scolastici di proprietà non pubblica allo scopo di definanziare gli interventi per i quali la manutenzione straordinaria risultasse non a carico degli Enti locali beneficiari del finanziamento.

La procedura per l’attuazione degli interventi previsti nel programma prevede una serie di attività che sono schematizzabili nelle fasi essenziali di seguito elencate.

Fase 1. Attivazione della procedura

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e gli Enti beneficiari sottoscrivono, su richiesta degli stessi Enti, apposita “convenzione regolante i rapporti tra Stato ed Ente” nella quale viene indicato l’intervento oggetto del finanziamento.

Fase 2. Esame della progettazione

Gli Enti beneficiari trasmettono ai Provveditorati Interregionali per le Opere Pubbliche competenti per territorio i progetti definitivi degli interventi indicati in convenzione.

I Provveditorati esaminano i singoli progetti verificando la coerenza degli stessi con gli obiettivi del programma. In caso di difformità i Provveditorati invitano gli Enti ad apportare le necessarie modifiche al progetto.

Fase 3. Esecuzione dei lavori e monitoraggio finanziario

Gli Enti beneficiari procedono all’affidamento dei lavori, dandone comunicazione al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ed al competente Provveditorato, ed alla consegna degli stessi.

Il finanziamento viene erogato all’Ente dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in tre rate del capitale finanziato pari rispettivamente al 45%. 45% e 10%.

Fase 4. Determinazione definitiva del finanziamento assentito

Al fine di definire l’ammontare finale del finanziamento, l’Ente trasmette, previa approvazione, al Provveditorato ed al Ministero una “relazione asseverata sugli adempimenti tra Stato ed Ente”.

Il Ministero provvede ad individuare l’importo complessivo del finanziamento assentito sulla base del “parere di ammissibilità della spesa” reso dal competente Provveditorato.

Recentemente la Legge “Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti”, pubblicata sulla GURI - Serie Generale - n.162 del 15/07/2015, ha introdotto importanti novità nel programma di edilizia scolastica in argomento.

In particolare l’art.1, comma 165 della predetta Legge, ha previsto che “Gli enti beneficiari trasmettono al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti le aggiudicazioni provvisorie dei lavori entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, pena la revoca dei finanziamenti. Le risorse oggetto di revoca sono destinate dal CIPE alle medesime finalità di edilizia scolastica in favore di interventi compresi nella programmazione nazionale triennale 2015-2017, secondo modalità individuate dal medesimo Comitato”.

Tale previsione è stata successivamente modificata dall’art. 7, comma 10 del Decreto Legge 30 dicembre 2015, n°210 “Proroga di termini previsti da disposizioni legislative”, pubblicato sulla GURI - Serie Generale - n.302 del 30/12/2015, ha differito al 30 aprile 2016 il termine previsto dall’art.1, comma 165 della Legge n.107/2015 per la trasmissione dell’aggiudicazione provvisoria dei lavori degli interventi in programma.

 

 

Data di ultima modifica: 18/10/2016
Data di pubblicazione: 10/10/2016