Alla Camera il Correttivo Codice Appalti. Delrio: mantenuti intatti i pilastri

Per lo stesso provvedimento il Ministro è intervenuto anche al Senato
codice appalti

14 marzo 2017 – Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio è intervenuto dinanzi alla VIII Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici relativamente all'incardinamento del correttivo del nuovo Codice degli appalti (Schema di decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50). Nel suo resoconto il Ministro ha sottolineato che l'intervento correttivo non intende in alcun modo intaccare i pilastri del nuovo codice degli appalti, tra i quali la qualificazione delle stazioni appaltanti, la centralità del progetto, la lotta alla corruzione e considera benvenuti i suggerimenti che dovessero essere avanzati nel corso dell'esame.

Lo stesso Ministro ha precisato che lo schema di decreto all'esame della Commissione è il risultato di un lungo e attento lavoro di ascolto degli operatori e di altri soggetti interessati, nonché della Cabina di regia, che ha consentito di recepire una buona percentuale dei rilievi avanzati.

Nel ricordare che gli interventi rilevanti sono concentrati in una decina dei 121 articoli totali che compongono lo schema di decreto, Delrio ha precisato in primo luogo che il Governo non ha alcuna intenzione di reintrodurre l'appalto integrato, pur ricordando che tale soluzione non è vietata dalla normativa europea. Lo stesso ha anche chiarito che l'appalto integrato è previsto esclusivamente nelle procedure di urgenza – come nei casi dei più recenti eventi sismici – e per i progetti definitivi che siano stati già approvati alla data di entrata in vigore del codice degli appalti. A quest'ultimo proposito, ha segnalato che in tal modo sono state tenute in considerazione le richieste avanzate da regioni ed enti locali, soprattutto del Mezzogiorno, per evitare di non poter accedere ai finanziamenti europei.

Il Ministro ha sottolineato inoltre che si è opportunamente provveduto ad elevare la soglia del contraente generale, per evitare l'utilizzo di tale strumento per aggirare il divieto di appalto integrato. Nel ricordare che, come stabilito da una sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea, non sono consentite limitazioni al subappalto, ha precisato che sul tema si è adottata una definizione tale da poter essere ragionevolmente accolta in sede europea in caso di contestazioni.

Quanto alla questione della manutenzione ordinaria in house, nel precisare che la misura è stata introdotta su sollecitazione dei sindacati, a tutela dei lavoratori, segnala che si tratta di una questione transitoria, dal momento che in futuro tutte le concessioni verranno attribuite tramite procedura di gara. In ultimo a specificato che la volontarietà del rating di impresa è stata prevista sulla base di una richiesta in tal senso da parte dell'ANAC, ribadendo che, con lo schema di decreto all'esame della Commissione, sono stati stravolti i principi del nuovo codice, che rappresenta un importante passo in avanti per il nostro Paese.

Ricordando che dalla sua entrata in vigore si è registrato un incremento del 60% degli incarichi di progettazione e pur non negando l'esistenza di profili problematici, Delrio ha sottolineato che il nuovo codice costituisce uno strumento efficace ed indispensabile per dotare il nostro Paese delle necessarie opere pubbliche.

In seguito il Ministro è intervenuto alla Commissione 8° del Senato per lo stesso provvedimento.

Data di ultima modifica: 15/03/2017
Data di pubblicazione: 15/03/2017