Il Ministro Delrio in aula alla Camera sul Nuovo Codice degli Appalti

“Il Governo conferma la volontà di superare definitivamente la legge obiettivo”
codice appalti

12 ottobre 2015 - A seguire l’intervento integrale del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, oggi pomeriggio in Aula alla Camera dei Deputati, all’inizio della discussione sulle linee generali del disegno di legge del cosiddetto  “Nuovo Codice degli Appalti” approvato in prima lettura al Senato:

“Grazie Presidente,
intervengo solo per sottolineare la soddisfazione del Governo per il lavoro svolto prima al Senato e poi in Commissione alla Camera per questo atto, che riteniamo una delle riforme più importanti della nostra legislatura e che mira a introdurre nel sistema degli appalti pubblici, nei sistema dei lavori pubblici delle norme ispirate a semplicità, a trasparenza e ad efficienza. E' una delle riforme che riteniamo più importanti per il sistema degli appalti pubblici che, come sapete, purtroppo è stato spesso fonte di corruzione ed è stato spesso fonte di delusione, di distacco dei cittadini dalla politica, in quanto le opere non arrivano mai e quando arrivano, arrivano con costi veramente più che raddoppiati o con inchieste giudiziarie che le accompagnano.

“Quindi questa è la misura di un processo riformatore che ha trovato un ampio consenso al Senato e che anche in Commissione alla Camera ha trovato un'attenzione particolarmente costruttiva, che quindi credo continui e debba continuare in questa Aula. Noi abbiamo bisogno di dare garanzie ai nostri cittadini, abbiamo bisogno di dare la certezza che le opere verranno scelte sulla base di criteri oggettivi, abbiamo bisogno di avere regole più semplici, di evitare la sovrapposizione di norme, abbiamo bisogno di dimostrare con questo Codice che la collaborazione con l'Autorità Nazionale Anti Corruzione non serve a rallentare i lavori, ma serve ad eseguire i lavori in maniera corretta, rispettando il patrimonio pubblico dello Stato e mettendo la legalità come uno dei pilastri necessari e non eludibili per poter realizzare finalmente le opere pubbliche utili di cui il paese ha bisogno. Che non possono essere più opere, o semplicemente, opere grandi, ma devono essere appunto opere utili agli spostamenti, alla vita quotidiana dei nostri cittadini.

“Da questo punto di vista il Governo conferma la volontà di superare definitivamente la Legge Obiettivo, la cui esperienza è giudicata a tutti gli effetti fallimentare come risultati, come procedure, e di andare dentro a una serie di procedure ordinarie che, proprio perché ordinarie, sono più semplici, prive di quelle rigidità che anche l'Europa ci invita a superare, prive di quelle superfetazioni normative che sono poi fonte di complicazioni e di intoppi nell'esecuzione delle opere pubbliche. Quindi, una decisa volontà di superamento della Legge Obbiettivo non tanto e non solo perché sia stata approvata non dal nostro Governo, ma soprattutto per l'incapacità a promuovere appunto quella serie di opere utili di cui il Paese ha bisogno.

“C'è dentro quindi una forte collaborazione per la legalità, ci sono albi delle commissioni aggiudicatrici, ci sono gli elementi di accreditamento delle imprese, ma c'è dentro anche una volontà di efficienza sapendo che si supererà la gara al massimo ribasso, si avrà la centralità del progetto - che è un altro degli elementi assolutamente ignorati dentro all'attuale sistema delle opere pubbliche dove vengono messi a gara progetti preliminari che ovviamente non possono in nessun modo garantire né la tempistica né la quantità di denaro sufficiente - e vi è la riduzione, la lotta, alle varianti di progetto, un altro degli elementi che sta determinando grandi problemi dentro al nostro sistema. Quindi imprese più affidabili, aggiudicazioni più trasparenti, dibattito pubblico sull'utilità delle opere, assoluta centralità del sistema di controllo e assoluta semplificazione.

“Alcuni hanno discusso sulla scelta che il Governo ha fatto unitamente alla Commissione qui alla Camera di superare il tema del regolamento, ma come hanno detto efficacemente la relatrice e il relatore, questo era un elemento necessario, oltre che per superare i 15 allegati e le centinaia di norme, era necessario soprattutto per provare a dare un'impronta più europea al sistema degli appalti pubblici italiani.

“Credo che il lavoro che abbiamo già svolto in Commissione alla Camera e che potrà essere ulteriormente migliorato dall'Aula dia al nostro Paese, finalmente, una normativa su cui appoggiarsi e il decreto legislativo dovrà rispettare questi principi così forti, così coerenti con le direttive europee. Il Governo si impegna a realizzare tutto nei tempi che ci avete dato ed è molto orgoglioso del lavoro che i Parlamentari hanno svolto e che il Parlamento ha svolto in questa fase, perché credo che sia quello che davvero i cittadini ci hanno richiesto e ci stanno chiedendo con forza. E coloro che vivono sui territori sanno di quanto bisogno vi sia di una nuova normativa e di un nuovo modo di fare le opere pubbliche in Italia”.

Data di ultima modifica: 27/04/2016
Data di pubblicazione: 12/10/2015